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buoni propositi

Devo diventare più veloce.
A fare. A correre. A decidere.


Si lo so manca più di un mese al nuovo anno, ma certe decisioni vanno prese quando c'è ne il bisogno.

fino a qui tutto ok

in un mondo di stupidi non sfigurerei. Faccio cose stupide e me ne rendo conto. Malgrado la mia consapevolezza, continuo a farle e questo credo fa di me uno stupido.

E no, sapere di essere stupido, non è per niente il primo passo verso la guarigione dalla stupidità.

Mi consola il fatto che però sono decisamente nato per fare certe cose(*). No, non le cose stupide, ma le cose che fanno i sviluppatori software.
Che fanno sicuramente cose stupide, ma le fanno in linguaggi macchina. E a volte fanno fare un ooooh di stupore a chi usa quelle macchine.

La prossima volta che vi stupite per le cose meravigliose che può fare un computer o una qualsiasi aggeggio con un microprocessore e un programma software, pensate che lo può fare perché è stato programmato per farle da un programmatore che a volte fa cose stupide.


(*) il problema adesso è farlo capire agli altri.

imbecillità

E' una vita che penso prima agli altri, una vita che mi preoccupo degli altri.
Gli altri sono così presenti che ho sempre voglia di mandarli a quel paese, tutti chi più chi meno. Perché ho sempre pensato che fosse comunque colpa degli altri. Almeno grosso modo.
E invece no.
Invece il mio problema sono io. Che imbecille (senza ironia).

Forse io l'ho interpretato in modo un po' diverso, forse l'autore intendeva qualcos'altro. Ma d'altronde io sono imbecille (senza ironia per davvero) e mi posso permettere di arrivare a conclusioni diverse.

Gli altri se vogliono si facciamo le proprie conclusioni leggendo qui. Poi cazzi vostri.

La corsa

"la corsa è una cosa semplice, ma non è mai stata una cosa facile"
Aldo Rock

sotto stress

Il problema di uno con l'esaurimento nervoso è che non potete dirgli che ha un esaurimento nervoso, perché questo lo farebbe innervosire ancor di più. Quindi se vi trovate ad aver a che fare con una persona che ha un esaurimento nervoso, dovete far finta che non sia nervoso anche se il suo modo di fare chiaramente nervoso, vi fa innervosire, dovete sempre mantenere un atteggiamento il più calmo possibile per non innervosirlo ulteriormente.

Un bel paradosso. Come se ne esce? Non lo so, anzi non so neanche se c'è un via di uscita.

Però se ad una persona con un esaurimento nervoso non potete dirgli che ha un esaurimento nervoso, potete provare a dirle che la vedete un po' stressata, oppure che vi sembra che qualcuno o qualcosa la stia stressando.

Notate la finezza: non ho detto che la persona è stressata, ma che appare stressata e non ho detto che è stressata, ma che qualcuno o qualcosa la sta stressando. Le cause stressanti devono essere identificate in qualcosa di esterno alla persona stessa, questo perché lei in realtà non è affatto stressata, ma sono le circostanti esterne, ambientali che la stressano. Finezza sottile ma fondamentale, come dirò poi.

Il fatto di essere stressati è nella società qualcosa che viene accettato meglio che non avere un esaurimento nervoso. Come se l'esaurimento nervoso fosse visto come un principio di pazzia, e a nessuno piace considerarsi pazzo.

Però invece l'idea di essere stressati è più accettabile. D'altronde non lo siamo tutti stressati, non viviamo forse una vita di stress, non viviamo una vita frenetica, un fare le cose di corsa senza un attimo di riposo.

E chi sono quelli che vivono più freneticamente o di corsa rispetto a tutti gli altri se non le persone di successo? I manager, gli industriali, i ricchi, tutti quelli che stanno in alto nella scala sociale lavorano 36 ore al giorno, fanno mille cose e arrivano sempre da per tutto e hanno sempre successo. E per questo sono invidiati.

Quindi il fatto che una persona faccia una vita frenetica e stressante vuol dire che sta facendo una vita come i manager di successo e quindi sia, di riflesso, anch egli una persona di successo. E quindi invidiata. Allora ecco che essere stressati è un qualcosa di positivo, un qualcosa da mostrare con fierezza. Come delle cicatrici che attestano il valore in una battaglia fatta e vinta.

Lo stress è una bella cosa, qualcosa di cui vantarsi. Invece l'esaurimento nervoso no.

Chi sono gli esauriti se non i pazzi. I pazzi, quelli che scoppiano all'improvviso e ammazzano i famigliari o sparano a casaccio sulla folla inerme. I pazzi che compiono quelle stragi che i giornali etichettano come le stragi della follia. La follia è pazzia e nessuno si considera pazzo, men che meno un pazzo. Al massimo gli altri sono i pazzi. Io sono una persona normale che ha a che fare con dei pazzi, questi si veri pazzi. E sono proprio questi pazzi, gli altri, che mi stressano e che mi faranno uscire pazzo.

Eccola qui la finezza, pazzo o stressato che sia comunque il problema non è mai interno alla persona stessa, ma è causata dall'ambiente circostante: vita frenetica, troppo lavoro, aver a che fare con altri veramente pazzi o anche semplicemente insopportabili.

Già perché così il problema non è della persona ma degli altri. La persona riconosce che c'è qualcosa che non va, ma questo non dipende da lei, dipende dagli altri, dalla società cattiva, dal mondo pieno di pazzi.

Quindi lei non può farci niente, lei è sana e sta bene, sono gli altri semmai che dovrebbero farsi curare.

Questo non va bene, perché in qualunque malattia il primo passo verso la cura è riconoscere di avere un problema. Finché la persona esaurita non riconosce di essere in uno stato malato, non potrà neanche affrontare un percorso di guarigione. Perché da un esaurimento nervoso si può guarire, ma bisogna curarsi in modo appropriato.

Quindi che fare?

Potete provare a dirgli chiaramente che è esaurita e che ha bisogno di cure, oppure potete provargli a dire che la vedete molto stanca e stressata e che un periodo di riposo gli farebbe bene.

Qualunque sia il vostro approccio, se avete a che fare con una persona con un bel esaurimento nervoso avete la mia solidarietà, ma sappiate che comunque alla fine restano sempre cazzi vostri.

Così come sono cazzi miei

droga a Milano

questa roba della droga qua continua da un pezzo, a Milano è da un po' che fiocca ormai Cortina d'Ampezzo
Marracash - non confondermi (2008)

Prima di iniziare

Prima di iniziare un progetto con Joomla, è consigliabile riflettere sugli aspetti più importanti del sito web. Per esempio, molti progetti di siti Web possono beneficiare di una corretta ed anticipata programmazione per definire la natura e la portata dello stesso. Bisogna porsi domande come:

* Cosa volete ottenere con sito web?
* Qual'è la natura e la quantità del contenuto che si vuole presentare?
* Chi è il pubblico, e come si vuole interagire con loro?
* Quali tipi di budget o di orari stai utilizzando?

Scrivendo queste domande chiave, le loro risposte aiuteranno a concentrare gli sforzi e guidare le decisioni per implementare il progetto.


Dalla wiki di Joomla, ma applicabile a tutti i progetti web



proverbio

"Se la moglie fosse una cosa buona, Dio ne avrebbe una"

proverbio russo

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