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to do:

promemoria per domani:

  1. litigare con l'enel,
  2. litigare con la padrona di casa (forse)
  3. litigare con la Nike e con Nike+
  4. litigare con il tipo del gas (se lo trovo)
  5. tornare in ufficio
e siamo solo a lunedì



新年快樂

buon anno, anche se con qualche giorno di ritardo.
Questo è l'anno del coniglio e non so cosa voglia dire o cosa ci si debba aspettare.

Intanto i buoni propositi li ho fatti e li sto portando avanti.
Ho molte idee e tanti progetti, i più concreti li ho iniziati due anni fa, perchè le cose non si improvvisano, tanto meno capitano per caso. Si la fortuna esiste e spesso serve, ma il più delle volte va aiutata, anzi proprio spinta.

Sto aspettando notizie per la fine del mese, nel frattempo è meglio che mi dia da fare con quello che ho intorno.

L'opzione sbagliata

È un periodo che finisco per litigare un po' con tutti. Meno frequento quel qualcuno e più è facile che finisco per dire o fare o anche non dire o non fare qualcosa per cui quel qualcuno se la prende. Magari non si arrabbia però un po' si offende.

Non lo faccio apposta, non lo faccio con cattive intenzioni e che se qualcosa non mi piace io lo dico: non mi piace, si poteva fare diversamente, io avrei fatto diversamente. Cerco sempre di accompagnare le mie critiche con proposte alternative.

Non lo faccio apposta e faccio prontamente anche le mie scuse. Non mi faccio problemi a riconoscere quando esagero. Però, però non è che posso chiedere scusa per quello che sono o per quello che penso.

Per esempio c'è un quel qualcuno che suona in un gruppo, vogliono esserci su facebook come tutti e cosa fanno? Si inventano un profilo come se invece di un gruppo fosse una persona. Mai sentito parlare delle "pagine"? Facebook le ha inventate apposta. In alternativa esistono anche i "gruppi". Sono dei profili speciali pensati proprio per gruppi musicali, associazioni, aziende o altri enti che non siano persone private.

Le differenze tra un profilo personale e una pagina o gruppo sono esteticamente poche, ma dal punto di vista funzionale sono determinanti.

Una su tutte: se crei per la band un profilo personale poi mi costringi a chiederti l'amicizia per essere aggiornato su quello che fate. Peccato che come amico, questa band abbia accesso a cose del mio profilo che non mi va che le veda una band di sconosciuti. Inoltre il mio home sarà intasato di tutte le amicizie che la band farà.

Poco male, a questo posso rimediare ponendola nella lista dei bloccati.

Però come profilo personale nella scheda delle info non puoi indicare che genere di musica fate, chi siano i componenti e altre informazioni specifiche per la band. Inoltre non avete la possibilità di sfruttare facebook per farvi promozione attraverso il suo canale pubblicitario.

Insomma avete fato una cazzata, perché siete informaticamente ignoranti e soprattutto non avete capito un cazzo di cosa è facebook e di come funziona. Ma siete in buona compagnia, la mia lista dei bloccati è piena di locali, band e deejay che hanno fatto lo stesso errore.

Si che a volte basta fermarsi un attimo a pensare, chiedersi che cosa sto facendo, magari chiedere aiuto a qualcuno che ha già fatto e ottenuto dei successi(*) o anche semplicemente basta leggere le guide online. C'è ne sono anche su facebook, fatte da facebook stesso per spiegare alla gente come usare facebook.

Forse io tutto questo le ho dette male e forse lasciare due righe appena in un commento di quel qualcuno non è certo stato il massimo in termini di buona educazione, forse sono stato troppo brusco. Ma sono della idea che il modo migliore di dire le cose è dirle in modo diretto e chiaro. Oppure tacere del tutto. Che forse non era neanche l'opzione sbagliata.

*) non chiedete aiuto a qualcuno che sa perché dice si sapere, chiedete aiuto a qualcuno che fa e solo dopo che vi ha mostrato quello che ha fatto. Magari ne sa un po' meno, però sa dove mettere le mani quando serve e questo è quello che serve in tutti i casi.

Stavo incubando

I pre-segnali di pre-sintomi di pre-malanni di pre-stagione erano esatti. Stavo incubando una manciata di bacilli che i miei anticorpi non sono riusciti a fermare.

Il "pensa positivo", il "resta al caldo", la dieta a base di aspirina non sono serviti. Ho perso la battaglia contro i bacilli che hanno avuto campo libero per fare quello che sanno fare meglio: mangiare e bere a sbaffo, fare casino e mettere tutto a soqquadro.

Così, intanto che riorganizzo le difese, devo convivere con raffreddore, tosse e spossatezza.

Ovviamente domani non si corre. Ai voglia pensare a fare un passo avanti l'altro, ai voglia che la testa resta li concentrata tutto il tempo se poi il corpo non le va dietro, se il corpo non collabora e usa le energia per produrre linfociti T con i controcoglioni.

Oh certo si può anche andare a fare l'eroe. Chissenefrega di un po' di raffreddore, chisenefrega se non respiro bene, se i vari muscoli qua e la sono indolenziti e se sono leggermente disidratato. Machisenefrega. Devo solo correre 21097 metri dove devo ossigenare e idratare tutte le fibre muscolari mentre sono costrette a bruciare tutto quello che trovano, fino a cannibalizzarsi.

Che poi lo farei anche, ma la prossima settimana ho un po' di impegni e vorrei esserci. Non ultima la corsa della prossima Domenica.

sotto stress

Il problema di uno con l'esaurimento nervoso è che non potete dirgli che ha un esaurimento nervoso, perché questo lo farebbe innervosire ancor di più. Quindi se vi trovate ad aver a che fare con una persona che ha un esaurimento nervoso, dovete far finta che non sia nervoso anche se il suo modo di fare chiaramente nervoso, vi fa innervosire, dovete sempre mantenere un atteggiamento il più calmo possibile per non innervosirlo ulteriormente.

Un bel paradosso. Come se ne esce? Non lo so, anzi non so neanche se c'è un via di uscita.

Però se ad una persona con un esaurimento nervoso non potete dirgli che ha un esaurimento nervoso, potete provare a dirle che la vedete un po' stressata, oppure che vi sembra che qualcuno o qualcosa la stia stressando.

Notate la finezza: non ho detto che la persona è stressata, ma che appare stressata e non ho detto che è stressata, ma che qualcuno o qualcosa la sta stressando. Le cause stressanti devono essere identificate in qualcosa di esterno alla persona stessa, questo perché lei in realtà non è affatto stressata, ma sono le circostanti esterne, ambientali che la stressano. Finezza sottile ma fondamentale, come dirò poi.

Il fatto di essere stressati è nella società qualcosa che viene accettato meglio che non avere un esaurimento nervoso. Come se l'esaurimento nervoso fosse visto come un principio di pazzia, e a nessuno piace considerarsi pazzo.

Però invece l'idea di essere stressati è più accettabile. D'altronde non lo siamo tutti stressati, non viviamo forse una vita di stress, non viviamo una vita frenetica, un fare le cose di corsa senza un attimo di riposo.

E chi sono quelli che vivono più freneticamente o di corsa rispetto a tutti gli altri se non le persone di successo? I manager, gli industriali, i ricchi, tutti quelli che stanno in alto nella scala sociale lavorano 36 ore al giorno, fanno mille cose e arrivano sempre da per tutto e hanno sempre successo. E per questo sono invidiati.

Quindi il fatto che una persona faccia una vita frenetica e stressante vuol dire che sta facendo una vita come i manager di successo e quindi sia, di riflesso, anch egli una persona di successo. E quindi invidiata. Allora ecco che essere stressati è un qualcosa di positivo, un qualcosa da mostrare con fierezza. Come delle cicatrici che attestano il valore in una battaglia fatta e vinta.

Lo stress è una bella cosa, qualcosa di cui vantarsi. Invece l'esaurimento nervoso no.

Chi sono gli esauriti se non i pazzi. I pazzi, quelli che scoppiano all'improvviso e ammazzano i famigliari o sparano a casaccio sulla folla inerme. I pazzi che compiono quelle stragi che i giornali etichettano come le stragi della follia. La follia è pazzia e nessuno si considera pazzo, men che meno un pazzo. Al massimo gli altri sono i pazzi. Io sono una persona normale che ha a che fare con dei pazzi, questi si veri pazzi. E sono proprio questi pazzi, gli altri, che mi stressano e che mi faranno uscire pazzo.

Eccola qui la finezza, pazzo o stressato che sia comunque il problema non è mai interno alla persona stessa, ma è causata dall'ambiente circostante: vita frenetica, troppo lavoro, aver a che fare con altri veramente pazzi o anche semplicemente insopportabili.

Già perché così il problema non è della persona ma degli altri. La persona riconosce che c'è qualcosa che non va, ma questo non dipende da lei, dipende dagli altri, dalla società cattiva, dal mondo pieno di pazzi.

Quindi lei non può farci niente, lei è sana e sta bene, sono gli altri semmai che dovrebbero farsi curare.

Questo non va bene, perché in qualunque malattia il primo passo verso la cura è riconoscere di avere un problema. Finché la persona esaurita non riconosce di essere in uno stato malato, non potrà neanche affrontare un percorso di guarigione. Perché da un esaurimento nervoso si può guarire, ma bisogna curarsi in modo appropriato.

Quindi che fare?

Potete provare a dirgli chiaramente che è esaurita e che ha bisogno di cure, oppure potete provargli a dire che la vedete molto stanca e stressata e che un periodo di riposo gli farebbe bene.

Qualunque sia il vostro approccio, se avete a che fare con una persona con un bel esaurimento nervoso avete la mia solidarietà, ma sappiate che comunque alla fine restano sempre cazzi vostri.

Così come sono cazzi miei

Una volta ho ballato bene

Siccome scriverò ancora male delle ballerine che "dicono sempre di no" e prima che qualcuno mi chieda ma perché vai a ballare se non trovi nessuna per ballare, ho deciso di raccontare un episodio che è di tutt'altro tenore. Si insomma una volta ho ballato, ho ballato bene, anzi da dio e mi sono divertito tantissimo.



Era un Venerdì di metà Giugno inoltrato. Una delle prime serate all'aperto nel giardino del Pharo.

C'era una scuola che faceva il servizio di animazione. Un paio di ragazze e il maestro della scuola.

L'animazione nei locali latini non consiste nel mostrare muscoli o cosce e chiappe su un cubo, ma bensì nell'invitare gli avventori a ballare, così da coinvolgere e far divertire più gente possibile. Questo perché non è detto che chi ha tanta voglia di ballare trovi sempre tanta gente per ballare.

Si insomma sono lì per quelli come me, e infatti una di queste ragazze, la bionda, mi invita a ballare.

Allora avevo alle spalle solo 2 anni corso, ero ancora incerto nel ritmo e nella guida e conoscevo poche figure, di cui bene ancor meno. E vengo invitato da una che ne sa sicuramente più di me. Si diciamolo ero un po' in ansia da prestazione.

Però iniziamo. Passo base per prendere il tempo e un po' di confidenza. Poi primi passi, un cross, un giro base, un apertura, cambio presa e un altro giro (*). Niente di che, figure base da corso principiante.

Ero in mezzo alla pista, davanti al deejay che ballo con questa ragazza bellissima, che si muove benissimo e mi passa per la testa una figura nuova.

All'ultima lezione dell'ultimo corso avevo appena imparato questa figura nuova. Abbastanza complessa, perché si tratta di far fare alla ballerina due giri, con tre cross e con diversi cambi di presa incrociati. Una figura complessa sia per le cose da fare sia perché lunga 16 battute.

Finché la si balla con una compagna che ha fatto il tuo stesso corso e quindi conosce la figura, allora è più facile perché lei sa cosa fare e anche se sbagliassi o non fossi preciso lei farà lo stesso quello che c'è da fare e la figura in qualche modo viene.

Farlo con una che non è della tua scuola invece vuol dire che lei non sa cosa fare, non conosce i passi e magari si aspetta di fare tutt'altro, per esempio un passo base invece di un giro. Quindi va portata alla perfezione, bisogna avere una guida precisa per farle capire cosa dovrà fare, rispettare i tempi propri ma anche della dama fare i passi giusti e le mosse giuste: in poche parole farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e pronto per fare la mossa giusta.

Altrimenti non solo la figura non riuscirà, ma si rischia di perdere il ritmo, doversi fermare. O peggio prendersi qualche gomitata. Si succede anche questo, il ballo può essere fisicamente pericoloso.

Insomma ero in mezzo alla pista, davanti al deejay che ballo con questa ragazza bellissima, che si muove benissimo e mi passa per la mente di fare questa figura nuova. Non credo di averci pensato su due volte.

Passo base e via. Primo cross. Giro della dama dandogli la schiena. Cambio presa con incrocio delle braccia e altro cross con caricia. Cambio presa. Cross con giro 360°. E di nuovo in posizione chiusa.

E il suo sorriso che mi illumina. Misto di meraviglia e compiacimento. E io che sorriso a mia volta e capisco che la figura è venuta praticamente perfetta. E le è piaciuto. E mi piace che le sia piaciuto.

Non ho più ballato con quella ragazza. Non ho più fatto quella figura.

Ecco ballo per momenti come questi. Per sentire quel feeling che non lo si può percepire in altro modo. Una sintonia perfetta tra te e il partner. Due sconosciuti che ballano come se lo avessero fatto da sempre.



(*) certo che mi ricordo tutti i passi fatti.



programmare

La parte più bella di scrivere un programma e quando ti alzi il giorno dopo e scopri che non funziona più.

Ah, come mi piace programmare...

Un consiglio

Ieri ho dato due consigli a due amici. Un consiglio per ciascuno. Entrambi i consigli su argomenti che conosco poco e solo superficialmente.
Il primo amico ha risolto il suo problema, l'altro si è detto soddisfatto e se ne andato felice.
Quindi volete un consiglio? Quando date dei consigli usate un tono professionale e mostratevi sicuri di quello che dite. A quanto pare funziona.